La rivoluzione urbanistica a Rieti è finalmente partita. I primi benefici saranno visibili solo tra qualche mese, ma la macchina si è già messa in moto, pronta a cambiare radicalmente – entro il 2026 – il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione in materia edilizia. Il Comune di Rieti è infatti uno dei Comuni pilota di un ambizioso progetto nazionale finanziato dal commissario straordinario alla ricostruzione post-sisma con fondi del Piano Nazionale Complementare (PNC). Lo riporta Il Corriere di Rieti.
Il cuore del progetto è la dematerializzazione e metadatazione dell’intero archivio dell’Urbanistica, con la successiva creazione del fascicolo del fabbricato elettronico. Un contenitore digitale che raccoglierà tutte le informazioni relative a un immobile, consultabile in tempo reale da tecnici e cittadini. Un passaggio molto tecnico, ma che il sindaco Daniele Sinibaldi ha spiegato con estrema chiarezza:
“Quando è stato introdotto il bonus 110, per fare un accesso agli atti servivano anche tre mesi. Con questo progetto, una volta a regime, basterà un giorno. È un cambio di passo deciso, una visione del futuro che guarda oltre l’emergenza e punta a rendere sempre più trasparente e semplice il rapporto tra cittadino e Comune”.
L’obiettivo è quindi quello di snellire e digitalizzare l’intero iter amministrativo delle pratiche edilizie, grazie a un sistema informativo centralizzato e accessibile. Un’infrastruttura digitale che non solo semplifica, ma diventa strumento fondamentale per la ricostruzione e lo sviluppo dei territori colpiti dal sisma.
“La rinascita di un territorio passa anche da una migliore fruibilità delle informazioni” – ha sottolineato Gianluca D’Angeli di Invitalia – “Questa piattaforma, oltre a velocizzare il processo di ricostruzione, resterà patrimonio digitale condiviso per tutti i Comuni coinvolti”.
Il progetto ha un valore complessivo superiore ai 6 milioni di euro, e vede Rieti al centro di una strategia ben più ampia, come ha spiegato l’assessore regionale Manuela Rinaldi:
“Il fascicolo digitale del fabbricato porterà a tutto il cratere una gestione più veloce ed efficace delle pratiche, ma si inserisce in un ecosistema digitale che comprende anche il potenziamento della connettività Infratel nelle aree interne e l’ampliamento del Data Center del Parco Scientifico e Tecnologico dell’Alto Lazio, che potrebbe diventare il fulcro per tutte le pratiche edilizie della Regione Lazio”.
L’iniziativa ha anche un forte valore simbolico e sociale. L’assessore Giovanni Rositani ha sottolineato come: “Passeremo da tante difficoltà materiali a un click. Iniziative come questa, oltre alla ricostruzione fisica, restituiscono speranza e slancio alle comunità del cratere”.
A concludere il quadro è stato il commissario alla ricostruzione Guido Castelli, che ha inserito il progetto all’interno della strategia più ampia di Next Appennino, orientata a garantire non solo connessione digitale, ma alfabetizzazione tecnologica e accesso facile ai servizi digitali per famiglie, imprese e cittadini.