No a guerra, riforma e tagli: protesta fuori dal Flavio durante cerimonia La Sapienza 

(di Christian Diociaiuti) Durante l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università La Sapienza, un gruppo di ragazzi, firmatosi “Cambiare Rotta“, ha manifestato all’esterno del Teatro Flavio Vespasiano di Rieti. Circa una ventina di giovani, fermati da un cordone di polizia, sono rimasti a un centinaio di metri dall’ingresso esponendo uno striscione che annunciava l’inizio di un nuovo anno di lotta contro i tagli all’istruzione, la riforma universitaria e la guerra.

All’interno del teatro, intanto, la cerimonia proseguiva con la presenza delle autorità locali e della rettrice della Sapienza, in un evento simbolico che sancisce l’apertura della città al mondo accademico. La scelta di Rieti come sede di un momento istituzionale così significativo per l’ateneo romano rappresenta un’opportunità di crescita per il territorio, consolidando la collaborazione tra l’università e la città. Sotto la pioggia, la protesta è rimasta circoscritta, senza particolari tensioni, ma ha comunque segnato un contrasto con il clima di celebrazione dell’evento. “Cambiare Rotta” ha voluto così lanciare un messaggio di dissenso, sottolineando le difficoltà del sistema universitario e le problematiche sociali che, a loro avviso, non trovano risposte adeguate nelle attuali politiche.

“Controvento in presidio contro i tagli all’università pubblica e alla ricerca. Questa mattina, al fianco di Aspè, Balia dal Collare e dell’organizzazione romana Cambiare Rotta, abbiamo manifestato davanti al Teatro Flavio Vespasiano per esprimere la nostra contrarietà alle politiche di questo governo ipocrita. La riforma Bernini sta delineando un’università pubblica sempre più ridotta, impoverita e socialmente selettiva, con una larga parte del personale relegata al precariato senza diritti. Esprimiamo la nostra vicinanza all’Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia (ADI), che ha presentato un esposto alla Commissione Europea contro il DDL 1240, fortemente voluto dalla Ministra Bernini. Siamo felici che il Polo Universitario di Rieti stia trovando finalmente lo spazio che merita, ma a cosa serve un segnale di crescita locale se l’università pubblica arretra in tutto il Paese, costringendo sempre più giovani a cercare opportunità di ricerca all’estero? I numeri del precariato accademico: I lavoratori precari nel mondo della ricerca, per lo più giovani, rappresentano il 40% del personale universitario, ovvero quasi 30.000 persone, tra assegnisti di ricerca e ricercatori a tempo determinato. (Fonte: ADI – Corriere della Sera). Se la visione del governo per l’università pubblica è il suo smembramento in favore della privatizzazione e del precariato, anche il Polo di Rieti è minacciato e rischia di svuotarsi di giovani. Non resteremo a guardare. Controvento rifiuta le passerelle dei governanti che, dalla sanità all’istruzione, dalla musica all’acqua pubblica, favoriscono il privato a discapito del pubblico, calpestando i diritti sanciti dalla nostra Costituzione. “E grideremo ancora più forte Per quanto voi vi crediate assolti, Siete per sempre coinvolti!. La lotta continua“.

Foto: Emiliano GRILLOTTI ©

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