(ch.di.) Questa mattina a Rieti, all’Alberghiero Costaggini, conferenza sulla sicurezza stradale in favore di sette classi terze dell’istituto reatino. Tantissimi studenti attenti per l’evento moderato da Elettra Orlando di CvS Lazio col patrocinio di Afvs, l’associazione familiari vittime della strada di cui fa parte il papà di Noemi Roberti, Paolo. L’evento è stato dedicato a Noemi e l’apporto di Paolo Roberti alla giornata ha non solo acceso forte commozione, ma reso più incisivo il messaggio di un appuntamento del genere. Un modo per promuovere la sicurezza stradale tra i giovani e giovanissimi ed evitare quanto successo alla giovanissima Noemi, che a soli 17 anni ha perso la vita in un incidente stradale sulla Terminillese a Vazia a fine 2023. Alla conferenza, che ha trattato tutti i temi legati alla sicurezza stradale per evitare incidenti con una guida corretta, prudente e rispettosa, hanno preso parte anche i Carabinieri della Stazione di Rieti.
La conferenza arriva poche ore prima dall’udienza preliminare sull’incidente che è costato la vita a Noemi Roberti. Alle 11, in Tribunale a Rieti, il gup deciderà se rinviare a giudizio quelli che sono stati ritenuti responsabili dell’incidente, il giovane (21 anni) che era alla guida dell’auto su cui Noemi viaggiava come passeggera nei sedili posteriori e un altro automobilista (28 anni) che svoltava in una palestra della zona: entrambe le auto viaggiavano verso Rieti e quella su cui era Noemi ha sorpassato mentre l’altro veicolo svoltava a sinistra, centrandolo in pieno e finendo la corsa (era 40 km/h sopra il limite consentito in quel tratto, 50 km/h come accertato) contro un albero.
La Procura di Rieti ha chiesto, infatti, per entrambi gli indagati il rinvio a giudizio per concorso in omicidio stradale aggravato. L’udienza di domani deciderà cosa ne sarà degli imputati anche se il processo in potrebbe non arrivare se i difensori degli imputati chiederanno riti alternativi. Le parti offese – i familiari di Noemi – in questa fase possono chiedere di costituirsi parti civili, salvo non chiedere subito l’azione di risarcimento danni davanti al tribunale.
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