Roccantica, dal Medioevo in festa al grande roseto vanto in Europa | ‘Paese che vai’

Ennesimo appuntamento con la confermatissima rubrica settimanale di RietiLife Paese che vai” che, curata dalla nostra Martina Grillotti, punta a far conoscere, ai reatini e non, i nostri comuni. 73 bellezze tutte da scoprire, tra architettura, storia, gusto, appuntamenti. “Paese che vai” punta a creare un almanacco, un’agenda, che permetta a tutti di saperne di più dei nostri paesi, di scoprirli prima leggendo e poi visitandoli, in un weekend, in un giorno, per una vacanza lunga o corta, per un pranzo o una cena. Vi consiglieremo cosa visitare e gli eventi irrinunciabili cui è impossibile non partecipare. RietiLife è disponibile a integrazioni e segnalazioni, pronta ad ascoltare tutte le realtà del territorio. Scriveteci! [email protected]

(di Martina GrillottiUn paese antico in cui si fondono la storia e la leggenda, un borgo di scale e angoli suggestivi ma anche di particolari passeggiate nella natura: tutto questo e tanto altro da scoprire è Roccantica.

DOVE SI TROVA? Con una superficie di 16km quadrati sorge su un’altezza di 457 metri s.l.m. Roccantica, la cui popolazione, disposta su un costone dei monti Sabini, conta circa 550 abitanti. Il punto più alto del paese è raggiunto dal monte Pizzuto (1288 metri). A presentare il paese e a fornire al visitatore un caloroso benvenuto è il sindaco Alberto Sciarra: “I motivi per visitare Roccantica sono tanti. Si tratta infatti di un piccolo gioiello incontaminato, nel cuore della Sabina, alle pendici di Monte Pizzuto. Roccantica è uno dei borghi medievali meglio conservati della Sabina. Un paese pieno di scale, di chiese, di angoli unici e ricco di una lunga storia testimoniata già dal suo nome. Per apprezzarla al meglio abbiamo istituito un servizio di guide locali per visitare l’intero paese. Insieme alla Sovrintendenza per i beni culturali stiamo interamente restaurando la chiesa di Santa Caterina, una piccola cappella con affreschi del 1430 che raccontano la vita e il martirio di Santa Caterina d’Alessandria. Si possono fare delle escursioni molto suggestive intorno al paese: ad esempio la Via degli eremi che unisce diversi eremi rupestri tra cui quello di San Leonardo. Tra i tanti luoghi di straordinaria bellezza ricordiamo il Revotano, una delle doline carsiche più grandi del centro Italia all’interno della quale si trova una flora particolarissima. Una antica leggenda narra che un tempo sorgeva qui l’antico paese. Ma la malvagità dei suoi abitanti scatenò l’ira divina che lo fece sprofondare originando così questa enorme cavità. Solo una donna bionda e il suo bambino di nome Anticho si salvarono e fondarono una rocca, la rocha de Anticho, la nostra Roccantica. A Roccantica si può inoltre visitare uno dei roseti più grandi d’Europa. Insieme alla pro loco organizziamo delle feste ormai conosciute in tutta la regione e non solo: il Medioevo in Festa che dura 4 giorni e che si svolge nel periodo di ferragosto, tra tamburini, sbandieratori, spettacoli teatrali e del fuoco, e la Sagra del Frittello in onore di San Giuseppe che si svolge la domenica successiva al 19 marzo. Vi aspettiamo!”.

QUANDO NASCE? – Nel 792 il luogo del comune, allora conosciuto come “Fundus Anticuum”, venne nominato per la prima volta nel Regesto Farfense a seguito di una donazione all’Abbazia di Farfa di una parte della chiesa di San Valentino, poi donata per intero nell’840 per mano di Lotario I. Nel corso del X secolo, con il compimento del processo di incastellamento, il nome del paese passò da Fundus a Rocca, a dimostrazione del fatto che il paese fosse difeso da mura. Nel 1061 il paese passa ai duchi di Benevento e di conseguenza si sottomette allo Stato Pontificio grazie alle gesta di tredici soldati che difesero la Rocca dai Cresenzi, sostenitori dell’antipapa. Grato dell’aiuto ricevuto, Niccolò II favorì la ricostruzione di Roccantica, le cui strutture avevano subito gravi danni nel corso degli scontri; esentò inoltre gli abitanti da dazi e da qualsiasi forma di vassallaggio nei confronti di imperatori e principi. I privilegi ottenuti in questo preciso momento storico furono poi mantenuti dai successivi pontefici che sostennero e protessero sempre il paese stesso, tanto che nel 1297 Bonifacio VIII inviò alla Rocca delle truppe affinché questa potesse difendersi dagli invasori. Nel 1300 il Papa concesse, per dare autonomia al paese, di eleggere un vicario che ne tutelasse gli interessi. Fu con Sisto V che il castello passò agli Orsini che ne mantennero il possesso sino al 1698 quando, estintosi il ramo maschile della famiglia, Roccantica tornò per breve periodo sotto la giurisdizione della Camera Apostolica, ma il ricorso della vedova di Flavio Orsini fu accolto da Clemente XI nel 1705 ed ella potè mantenere feudo sino alla sua morte avvenuta nel 1722. Dall’anno successivo Roccantica tornò definitivamente alla Camera Apostolica. Durante la parentesi del dominio francese il comune fu ascritto dapprima al dipartimento del Clitunno, cantone di Poggio Mirteto (1798-1799) per passare poi al dipartimento di Roma. Con la Restaurazione e la riforma del 1816/1817 Roccantica fu incluso nell’ambito della provincia Sabina, delegazione di Rieti. Dopo l’annessione al Regno d’Italia, il comune entrò a far parte della provincia di Perugia, dal 1923 appartenne alla provincia di Roma finchè nel 1927 fu incluso nella neoistituita provincia di Rieti, ma come comune autonomo bensì come frazione di Aspra (Casperia); nel 1939 il comune di Roccantica è stato ricostituito.

COSA VEDERE? – Nel territorio comunale sono compresi molti interessanti edifici religiosi, importante è sicuramente la chiesa di San Valentino che risale alla fine dell’ VIII secolo e che è affiancata da una torre campanaria che funge anche da monumento ai caduti. questa chiesa sorge nella centrale piazza omonima che si trova all’ingresso del paese. Del primo edificio, demolito in parte e interrato nel 1932, restano un tratto dell’abside con una severa bifora in pietra e il campanile. La chiesa antica aveva cinque piccole cappelle: S. Lorenzo, S. Lucia, SS. Annunziata, SS. Pietro e Paolo, S. Nicola ed un porticato con affreschi del XV secolo rappresentanti Urbano V, la Madonna in trono, S. Cristoforo e una Madonna con Angeli. Dopo la demolizione ne restano solo il campanile e l’abside. Interessante è certamente la chiesetta di Santa Caterina d’Alessandria, con affreschi del pittore quattrocentesco Pietro Colaberti; si tratta di una chiesa del XIII secolo rimasta a lungo di proprietà privata e inaccessibile ai più, dal modesto aspetto esteriore ma con gli interni pregevolmente affrescati, con 8 riquadri raffiguranti perlopiù scene della storia della santa, vergine e martire. Nelle scene rappresentate dal pittore egli cerca di allontanarsi dalla pittura trecentesca puntando piuttosto ad una pittura narrativa attenta al dettaglio. Di grande importanza è la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta: si tratta di una chiesa a navata unica che presenta sei cappelle. Il fonte battesimale in essa conservato è di fattura cinquecentesca, e insieme alla pala d’altare attribuita a Bartolomeo Torresani proviene dall’antica chiesa di San Valentino. All’interno vi sono conservate due statue della Vergine, una della quali raffigurante la “Madonna di Piedirocca”, una statuetta di San Valentino patrono del paese ed una teca contenente un Santo, apparentemente una ricostruzione raffigurante un tale San Feliciano, Vescovo in Spoleto o Foligno, che consacrò Valentino Vescovo di Terni. Un posto a cui tutti gli abitanti sono molto legati è il santuario della Madonna di Piedirocca che si trova ai piedi della torre di Papa Nicolò II. All’interno della chiesetta, sopra l’altare, c’è un affresco con l’immagine di Maria in trono con il Bambino. Questa immagine è venerata da ogni abitante di Roccantica che cerca di tornare per la ricorrenza della festa che si svolge nella seconda domenica di settembre. Un’ampia scalinata raggiunge collega il santuario alla piccola piazzetta del sagrato da dove si può godere di uno stupendo panorama, l’occhio si disperde ben oltre il lontano Soratte. Di quella che era la struttura originaria del paese, che era protetta da una triplice cerchia di mura, resta la Torre Niccolò II che risale a prima dell’anno 1000, questa torre ha sezione quadrata, è situata nella parte più alta del paese, dalla quale si può ammirare il vasto paesaggio della antistante vallata del Tevere. Alla torre è legato l’episodio dell’assalto alla rocca, che vide truppe al servizio degli Altavilla liberare la rocca ove era asserragliato un legato di Papa Nicolò II, difeso dagli abitanti del paesino dall’attacco portato dai Crescenzi, sostenitori dell’antipapa. Se si amano le passeggiate tra la natura è impossibile non andare a visitare l’Eremo di San Leonardo che si presume risalga all’VIII-IX secolo, questo si raggiunge percorrendo circa 30 minuti a piedi dalla chiesa di San Valentino ed è inserito in una stupenda cornice boscosa. Qui si trova un affresco che rappresenta San Leonardo e Santa Caterina, un’opera di Jacopo da Roccantica. Nel percorso che si effettua per raggiungere l’Eremo si passa inoltre accanto ai resti di quello che era un mulino ad acqua riconoscibile per la ruota in pietra della macina. Per gli amanti del free climbing, l’Eremo di San Leonardo è anche una falesia attrezzata.

QUALI SONO I PRINCIPALI APPUNTAMENTI? – La più antica e conosciuta delle feste di Roccantica è quella che quest’anno festeggerà la quarantottesima edizione: la Sagra del Frittello, una manifestazione che nel corso degli anni ha assunto un’importanza sempre maggiore, fino ad essere riconosciuta oggi a livello nazionale. La Sagra del Frittello si svolge in occasione della festa di San Giuseppe, chiamata tradizionalmente ”Frittellaro”, si cucinano ”I Frittelli” seguendo ancora antiche usanze. Vi è in paese anche un’altra festa conosciutissima che quest’anno festeggia un quarto di secolo di vita: Il Medioevo in festa, si tratta di una coinvolgente rievocazione del più significativo avvenimento storico del paese ovvero l’inseguimento del Papa Niccolo II da parte delle truppe dell’antipapa Benedetto X e il rifugio del primo nel borgo. L’eroica difesa da parte dei cittadini fino all’arrivo delle truppe di Roberto d’Altavilla ridussero in rovina la Rocca ma ne valse la pena perché il pontefice li infeudò con la bolla del 1060. La festa si svolge il 14 agosto. 

Foto: Fabrizio MEI ©

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